De Lillo, Vicepresidente OMCeO di Roma: "Quello dei vaccini è un percorso ad ostacoli, con troppa burocrazia"

3' di lettura 03/03/2021 - "Troppi medici mi segnalano che non sono ancora stati vaccinati. La priorita' che ci si era dati era di vaccinare per prima la categoria dei medici e degli operatori sanitari. Mi auguro quindi che in poco tempo la Regione Lazio completi l'iter delle vaccinazioni di tutto il personale sanitario, perche' non e' piu' procrastinabile". Cosi' si è espresso il Vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Stefano De Lillo, interpellato dall'agenzia "Dire" in merito ai medici non ancora vaccinati nel Lazio.

"L'Ordine ha fatto la sua parte indicando tutti liberi professionisti e gli odontoiatri che devono ancora ricevere il vaccino - prosegue De Lillo - ma ora spetta alla Regione completare al piu' presto la vaccinazione dei colleghi mancanti".

E che difficoltà affrontano quei medici di medicina generale che hanno aderito alla campagna vaccinale, ma al momento hanno dosi insufficienti e problemi di cui rispondere ai pazienti? "Sono uno di quei medici di famiglia che ha aderito alla campagna vaccinale", risponde ancora De Lillo, "quindi ho iniziato a vaccinare ma c'e' ancora troppa burocrazia che limita la possibilita' di azione. Eppure in una guerra contro il virus servono sì misure speciali, ma certamente non tutti quei lacci burocratici che oggi rallentano l'operativita'".

"Faccio un esempio", prosegue il Vicepresidente dell'OdM capitolino: "i medici di famiglia devono inserire sul portale i nominativi degli 11 pazienti da vaccinare, i quali devono essere poi vagliati dalla farmacia; laddove vi sia un errore, anche formale, non si puo' andare avanti. A me per esempio e' capitato con un paziente cui era scaduta da pochi giorni la tessera sanitaria. Se non c'e' un nullaosta del servizio farmaceutico, insomma, non possiamo andare a ritirare questa famosa fialetta da cui estrarre le 11 dosi di vaccino". Mentre, aggiungiamo, che tempi dovrà mettere in bilancio l'utente cui sia scaduta la tessera sanitaria, per vederla rinnovata?

Per De Lillo sarebbe invece "molto piu' semplice" consegnare le dosi direttamente ai medici, i quali potrebbero "chiamare direttamente i pazienti e poi rendicontare l'avvenuta vaccinazione: cosa che avviene normalmente per l'antipneumococcica o l'antinfluenzale". Nel caso del vaccino anti-Covid, invece, ci sono delle procedure "ancora piu' complesse. I medici intanto devono andare di persona a ritirare la fialetta, laddove basterebbe fare una delega ad un'altra persona di fiducia, come per esempio la segretaria; sempre i medici, poi, devono riconsegnare le fialette mettendoci del colorante dentro, perche' si teme che in qualche modo possiamo riciclarle". Quello dei vaccini, insomma, e' un "percorso a ostacoli con tanta burocrazia, che non sembra affatto essere al servizio di vaccinazioni rapide". Senza contare, osserviamo, la confusione che regna in molti aspetti dell'informazione agli utenti: che su varie questioni - anzitutto tempi e modi d'attuazione delle campagne vaccinali predisposte dalla Regione (e non parliamo solo del Lazio) vedono prospèttarsi, da settimane, possibilità tra loro assai diverse, che non aiutano certo i cittadini a tranquillizzarsi.






Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2021 alle 23:07 sul giornale del 05 marzo 2021 - 120 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici