Calcio: ad Aprilia, pareggio 1-1 tra “Nia Roma” e “Old Glory Italia”, squadra che gioca all’insegna sempre di beneficenza e solidarietà

6' di lettura 16/03/2021 - Allo stadio di Aprilia, Domenica 14 marzo, s’ è svolto, con pareggio 1 ad 1, l’incontro di calcio conclusivo per il Trofeo “ Città di Aprilia”: tra la “Nia Roma” e la Nazionale “Old Glory Italia” di Andrea Mancinetti, squadra - formata interamente da giocatori ultra 50, 60 ed anche 70 anni, spesso professionisti già emersi in squadre importanti - che da anni organizza incontri a scopi di beneficenza e solidarietà.

Nonostante il clima avverso,con frequenti scrosci di pioggia, i giocatori da ambo le parti si sono impegnati per dar prova sia di preparazione che, soprattutto, di senso dello sport. Per la “Old Glory” erano presenti - in campo e in panchina - Dionisi, Tiradossi, Iannotta, Mastrodonato, Mari, Figurelli, De Francesco, Puoti, Pelliccioni, Neri, Pezzotti, Villani, Crocchianti, Miniucci, Cardini, Ginnetti, De Angelis, Boi, Iorio, Vetriani e Marzi. Assenti Marco Gentile, difensore centrale, Mark Oliver, irlandese, centrocampista, e Orsini, altro difensore.

Per la Nia Roma, tra gli altri, Dauria (portiere), Mancini, Turchi, Angher, Maranzano, Roberti, Bucri, Stefani, Dariani, Ionni, Merini, Floccari. Era presente, infine, anche Lino Penzo, già preparatore dei portieri per la “Aprilia”.

E’ stato un incontro sì appassionante, ma con forti differenze tra i due tempi. Nel primo, quelli della “Old Glory” sono apparsi un po’ troppo timidi ed “educati”, quasi restii ad attaccare a fondo: come invece facevano i giocatori della “Nia Roma”, che infatti hanno segnato un goal. Nel secondo, ecco la forte rimonta della ”Old Glory”, che ha tempestato di attacchi la porta avversaria, sino a pareggiare segnando, con un rigore, al 30mo minuto. E’ stato un secondo tempo praticamente “ad una porta sola”, localizzato quasi sempre nel campo della Nia Roma: con momenti anche di tensione verbale tra le due squadre. “Momenti - commenta Andrea Mancinetti, presidente della “Old glory” - che però, per rispetto dello spirito sportivo, vanno assolutamente evitati, a maggior ragione considerando che le partite che organizza la Old Glory sono quasi sempre all’insegna di beneficenza e solidarietà coi piu’ deboli”.

“E’ stata – commenta ancora Mancinetti – una partita senz’altro “maschia”, dove ambo le squadre han cercato di dare il meglio di sé: a nostro sfavore han giocato vari fattori, come lo scarso allenamento, l’assenza appunto di quei 3 importanti giocatori, e alcune indecisioni quando entravamo nel campo avversario, che ci han portato a “mangiarci” vari goal. Poi, anche circostanze sfortunate: noi abbiamo avuto 2 traverse, loro solo una (il calcio, a volte, è anche questione di fortuna). Ciò non impedisce, però, che, senza nulla togliere alla Nia Roma (dove ci sono almeno 3-4 elementi molto validi), la Old Glory è risultata la piu’ forte, come organizzazione, curriculum dei calciatori e senso di squadra. I migliori giocatori ? Per noi, direi senz’altro Tiradossi, Puoti e Figurelli; per la Nia Roma, Loris Mancini e Bucri. Non dimentichiamo, per noi, il nostro capitano Mauro Neri, che in campo è stato...massacrato, cadendo e infortunandosi piu' volte".

Di comune accordo, le due squadre han deciso di ripetere l’incontro non appena possibile, “Covid e lockdown” permettendo: rinviando così alla nuova partita l’assegnazione del Trofeo. "Con Tiradossi - precisa Andrea Mancinetti - abbiamo preferito non fare altri rigori: c'erano troppe tensioni in campo, e la situazione poteva degenerare".

“E’ indubbio – aggiunge Carlo Tiradossi, Presidente dello Sporting Club di Aprilia, organizzatore logistico dell’incontro – che la partita al 90% l’abbiamo fatta noi della Old Glory, che abbiamo sempre attaccato, specie nel secondo tempo; la controparte ha contestato la legittimità del rigore che ci ha portato a pareggiare, ma l’arbitro ci ha dato ragione. Ambedue le squadre, comunque, hanno espresso sia agonismo nel senso migliore del termine, sia rispetto reciproco, al di là di qualche momento di tensione”.

“Ma come è andata avanti la vita dello Sporting Club, Presidente, in tutto quest’anno di chiusure e riaperture parziali?”. “E’ stato un anno davvero molto difficile, il lockdown ci ha messo veramente in ginocchio, spesso costringendoci un po’ tutti a ricorrere, per andare avanti, ai nostri mezzi personali. Mentre gli allenamenti erano sempre possibili, secondo le regole della FIGC: ma pensiamo allo stato d’animo dei nostri iscritti, a tanti ragazzi molto giovani, esuberanti, che potevan sì allenarsi, ma non fare vere partite. Partite che ora, voglio ricordare, coi nuovi protocolli della FIGC potranno riprendere, almeno per quanto riguarda la nostra squadra d’eccellenza: ma saranno, comunque, sempre senza pubblico, a porte chiuse. Sottolineo, ad ogni modo, che tra i nostri giovani non c’è mai stato, in tutti questi mesi, alcun caso di positività al virus”.

“Aggiungo solo che quella forte tensione tra le squadre venuta fuori in alcuni momenti di questa partita – sottolinea Marco Puoti, giocatore della Old Glory – è quanto di piu’ contrario allo spirito sportivo ci possa essere, e non porterà mai da nessuna parte: dobbiamo fare sempre ogni sforzo per evitarla”. “Ora - conclude il Presidente Mancinetti – ci aspettano invece, il 10-11 aprile a Cascia, in Umbria, i 2 incontri conclusivi della prima fase del campionato nazionale A.C.S.I. di Salerno, organizzato da Giuseppe Carotenuto: con squadre di prim’ordine come Udinese, Atalanta, S. Agnello, La Fenice (quest'anno puntiamo a vincere, dopo il secondo posto dell'anno scorso). Poi, forse a maggio, avremo la partita da tempo in programma in Vaticano, organizzata dall'amico Monsignor Bonifacio e da Marco Puoti, contro la squadra delle guardie svizzere: con successiva udienza da Papa Francesco. Infine, ad agosto, sempre virus permettendo, ci attende...Cuba: col Torneo che avrà un momento centrale il 5, per il Memorial in ricordo di mio fratello Paolo Mancinetti, contro squadre come il Messico, S.Domingo, e le cubane Avana e Varadero. E' nostra grande soddisfazione aver comprato 70 kit (con zainetto, maglia, pantaloncini e calzettoni) per i bambini cubani di una scuola di calcio con cui da tempo abbiamo contatti: speriamo di portarglieli personalmente, io, Carlo Tiradossi, Marco Puoti, Figurelli, Neri, Pezzotti, Casadei, Crocchianti, Marzi, Cardini,Villani e il giornalista Federici, insieme anche alle nostre famiglie".

Dopo l’incontro, molti giocatori di ambedue le squadre sono andati a pranzo, in clima di forte convivialità, al ristorante “Divina gola” di Nettuno, nel cuore dello storico borghetto medioevale. Dove Paolo, il ristoratore, ha dato ottima prova servendo un abbondante pranzo con antipasti e piatti a base soprattutto di pesce. “Negli ultimi mesi- precisa Paolo – siamo riusciti ad andare avanti un po’ meglio che nei primi tempi del lockdown, soprattutto potendo aprire, a pranzo, il finesettimana (nei giorni feriali, da sempre abbiamo assai poca clientela, fatta soprattutto di operai e impiegati). Ora, con questa nuova chiusura forzata anche a pranzo, col solo servizio di asporto cibi consentitoci, prevediamo altri gravi problemi economici: a questo punto, lancerei veramente un appello al Governo perché si decida ad aiutare sul serio la nostra categoria di ristoratori, seguendo l’esempio degli altri Paesi europei”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2021 alle 09:33 sul giornale del 17 marzo 2021 - 121 letture

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