Morto Antonio Pennacchi, "arciitaliano" politicamente estroso e scrittore controcorrente

2' di lettura 04/08/2021 - E' morto la sera del 3 agosto, nella sua casa di Latina, all'età di 71 anni, lo scrittore Antonio Pennacchi, vincitore del premio Strega 2010 col romanzo "Canale Mussolini". La notizia è stata confermata dalla casa editrice Mondadori.

"Una enorme perdita non solo per la città ma per tutto il Paese", ha dichiarato il sindaco di Latina, Damiano Coletta. "I suoi racconti hanno reso il nostro territorio un luogo letterario, dalla fondazione ai giorni nostri. Pennacchi appartiene al patrimonio della città e tutti i latinensi oggi gliene rendono giustamente merito. Porgo le più sentite condoglianze alla sua famiglia a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta Latina”..

Pennacchi, che era nato appunto a Latina nel 1950, era noto come “scrittore ed ex operaio”: era discendente di operai umbri e di coloni veneti giunti nel Lazio per la bonifica delle paludi pontine. Quella raccontata dallo scrittore è quindi (anche) la storia della sua famiglia, e la sua propensione verso i temi sociali e politici è evidente già in giovane età, quando decide di iscriversi (diversamente dai fratelli che prendono parte a organizzazioni di sinistra) all’M.S.I.: venendone, però, presto espulso, per essere entrato in contrasto coi suoi vertici. Militerà.poi in quelle del Partito marxista-leninista Italiano; mentre tra gli anni ’70 e ’80 ha aderito al Psi, alla Cgil e infine alla Uil. Un po' come Curzio Malaparte e Nicola Bombacci, Pennacchi politicamente non è stato un opportunista, ma un italiano, idealista, che però ha scelto sempre di pensare anzitutto con la sua testa.

Nel 1983, durante un periodo di cassa integrazione, si laurea in Lettere e Filosofia, per poi abbracciare la carriera di scrittore. Il debutto nel 1995 con "Mammut", seguito da da "Palude. Storia d'amore, di spettri e di trapianti". Nel 2003 ha pubblicato "Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi", romanzo autobiografico da cui nel 2007 è stato tratto il film "Mio fratello è figlio unico", diretto da Daniele Luchetti. Nel 2010 è uscito il mitico "Canale Mussolini", finalista al Premio Campiello e vincitore dello Strega. Ha firmato poi "Storia di Karel" (2013), "Camerata Neandertal",. "Libri, fantasmi e funerali vari" (2014), "Canale Mussolini. Parte seconda" (2015), "Il delitto di Agora" (2018), rivisitazione del thriller "Una nuvola rossa" pubblicato nel 1998, e "La strada del mare" (2020). Assaimeno convincente, invece, "Neropolis", romanzo - fiume degli anni '90 sulla figura di Nerone che, però, non esce dal logoro clichè - ormai smentito dalla storiografia piu' qualificata - dell'imperatore pazzo, precursore dei dittatori novecenteschi.






Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2021 alle 09:53 sul giornale del 05 agosto 2021 - 122 letture

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