Alla Grande Moschea di Roma, l'ultimo saluto ad Omar Camilletti, protagonista del dialogo tra religioni e culture

3' di lettura 17/08/2021 - Si sono svolti a Roma, riferisce la testata di attualità internazionale "K metro o.it", i funerali di Omar Mario Camilletti, italiano che aveva abbracciato l’Islam circa 40 anni fa e che fu membro dell’Assemblea generale della Grande Moschea della capitale. Erano presenti alla cerimonia, nel rispetto delle norme di distanziamento antiCovid, centinaia di persone, tra cui esponenti delle varie Comunità musulmane della capitale e di gran parte d’Italia, e rappresentanti delle Comunità straniere (Somalia, Egitto, Bangladesh), operatori dell’informazione, e membri di altre comunità.

Camilletti, romano, classe 1953, aveva fatto parte del gruppo dei primi italiani convertiti all’Islam, dedicando la sua vita allo studio e alla divulgazione dei precetti dell’Islam e alle questioni della comunità, svolgendo il ruolo di funzionario alla Grande Moschea di Monte Antenne. E’ stato insieme anche allo scomparso ambasciatore Mario Scialoja un importante protagonista delle diverse fasi del dialogo tra la Comunità musulmana romana e lo Stato Italiano, anche per quanto ha riguardato la travagliata gestazione dell’Intesa tra la Repubblica italiana e le Comunità più rappresentative dell’Islam italiano.

Giornalista e intellettuale, Camilletti in questi anni aveva promosso molte iniziative culturali riguardanti l’Islam nel nostro paese, sempre da fautore del dialogo interreligioso e interculturale. Proprio questi aspetti, in particolare, ha ricordato, nell’orazione funebre, l’Imam Mohsen Arafa, esprimendo sinceramente, ai fedeli ai familiari di Omar, il cordoglio di tutti i musulmani. Siamo tutti di passaggio su questa terra, ha voluto ricordare l’Imam: ma è più che mai attuale quanto recita il vecchio proverbio “Chi cresce impegnandosi su un obbiettivo, lascia un segno importante”, riferendosi all’eredità d’impegno, di dovere, di sacrificio che lasciano sempre, a chi verrà dopo, quanti s’impegnano, tutta la vita, per una causa veramente sentita. Anche Nader Akkad, Imam e membro della comunità di Trieste, ha portato l’espressione del dolore condiviso dalla sua Comunità dedicando parole commoventi: “Ci sono dei momenti nella vita di ognuno di noi, quando trovare le parole per salutare un fratello nel suo ultimo viaggio, diventa difficile.

Oggi è uno di quei momenti, perché non ci saranno mai parole giuste o sufficienti per ricordare un grande uomo, ossia il fratello Omar Camiletti e la sua significativa missione sociale, religiosa e culturale espressa all’interno della nostra comunità”. Mentre Abdul Aziz Sarhan, Direttore della sezione italiana della Lega Musulmana Mondiale, si è soffermato sulla figura di Camilletti e sul valore del suo impegno.

Nizar Ramadan, editore di “Kalima”, editore e direttore editoriale di K metro 0.it, membro della comunità romana, ha espresso sincere condoglianze ai familiari di Omar: sottolineando che la sua scomparsa incide sull’impegno culturale della Comunità romana, nel cui ambiente egli si era sempre battuto per il dialogo costante con le altre religioni e culture. L’evento ha visto anche la partecipazione di Abdellah Redouane, Segretario generale del centro islamico culturale d’Italia, insieme ad Adel Amer, Presidente della Comunità egiziana di Roma, Jawed Khan, membro dell’assemblea generale, e Salameh Ashour, portavoce della Comunità palestinese nel Lazio: che ha ricordato il coraggio di Omar nell’esprimere sinceramente le sue opinioni, e ha definito lo stesso Camilletti “un costante laboratorio di idee”.

Erano presenti, inoltre, i rappresentanti di varie comunità islamiche del Lazio, che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’affetto per Camilletti: come Said Felice Esposito, della comunità di Bagni di Tivoli. Mentre forte è stata la partecipazione delle donne, in particolare Aicha Munir, in rappresentanza della Comunità di Terracina.






Questo è un articolo pubblicato il 17-08-2021 alle 10:08 sul giornale del 18 agosto 2021 - 204 letture

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