Ospedale Anzio, Umberto I e donazione sangue: giornata di audizioni in commissione

4' di lettura 20/07/2022 - La commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta martedì da Loreto Marcelli, ha svolto martedì tre audizioni, sulla donazione del sangue, sulla carenza di medici all’ospedale di Anzio e su problemi di natura contattuale al policlinico Umberto I.

La prima è stata chiesta da Massimiliano Maselli (FdI), che ha illustrato le criticità presenti nella convenzione nazionale per quanto riguarda la raccolta del sangue: “In particolare si tratta dei tempi dei rimborsi alle Unità di raccolta (Udr), del trasporto del sangue e dei rifiuti speciali, che con la nuova convenzione diventano a carico delle associazioni”.

In rappresentanza di tutte le associazioni del Lazio sono interventi Eugenio Fratturato e Donatella Selis, rispettivamente presidente provinciale e regionale dell'Avis: “Chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico con l’assessorato – hanno spiegato – perché le associazioni non possono accollarsi i costi del trasporto del sangue e dei rifiuti speciali. In questa maniera, di fatto, si bloccherebbe la raccolta del sangue da parte dei volontari.

Stefania Vaglio, direttrice del Centro regionale sangue ha spiegato che “la nuova convenzione tipo, rispetto al passato è molto più vincolante sul tema, viene previsto esplicitamente che il costo del primo trasporto del sangue e dei rifiuti speciali siano a carico delle Udr. Da parte nostra, malgrado le difficoltà, siamo disposti a studiare insieme gli accorgimenti necessari per venire incontro alle associazioni".

Maselli e Marcelli hanno garantito l’impegno della commissione a riportare all’assessorato le richieste delle associazioni. “Ci sono margini che possiamo sfruttare – ha dichiarato Marcelli - tenendo conto delle specificità del nostro territorio. Ci faremo tramite con l’assessorato delle richieste delle associazioni”.

Sulla carenza di medici all’ospedale di Anzio è intervenuto Antonello Aurigemma (FdI): “Si tratta di un presidio molto importante, anche pensando all’aumento della popolazione nei mesi estivi – ha spiegato - Dopo l’apertura del nuovo ospedale dei Castelli ha vissuto una profonda riorganizzazione, i punti nasciata di Anzio e Velletri sono stati chiusi, alcuni reparti sono stati aggregati in una struttura multidisciplinare. Il risultato è una grave carenza di personale, soprattutto medici. Quelli in servizio arrivano ad accumulare anche 150 giorni di ferie arretrate".

Cristiano Camponi, dal primo aprile direttore generale della Asl Rm6, ha illustrato le azioni già messe in campo e quelle future: “Intanto siamo intervenuti per tamponare l’emergenza derivata dalla carenza di pediatri e neonatologi, attraverso reclutamenti in regime di libera professione, stiamo riattivando la convenzione con il Bambin Gesù che avevamo già in passato. Ma stiamo cercando di fare un ragionamento strategico, anche attraverso iniziative mai prese prima come il concorso dedicato agli ospedali di Anzio e Velletri per assumere pediatri e neonatologi. Il punto nascita deve essere riaperto. Per quanto riguarda le altre discipline mediche abbiamo una situazione meno grave e stiamo provvedendo a coprire le carenza attingendo alle graduatorie esistenti o con nuovi concorsi".

Nella sua replica Aurigemma ha ribadito lo “spirito costruttivo, dobbiamo lavorare insieme: al di là dei ruoli lo spirito che ci accumuna è di dare un servizio migliore ai cittadini”. Secondo Maselli è “inspiegabile il numero chiuso a medicina. Rispetto alla carenza del personale nelle province, la soluzione si troverà solo quando si riuscirà a rendere questi ospedali più attrattivi, anche dal punto di vista economico”.

Il terzo incontro del pomeriggio è stato centrato su problemi di natura sindacale che riguardano il policlinico Umberto sollevati dai rappresentanti di Cimo, Fvm e Uil medici: dalla disparità fra personale sanitario e ospedaliero, all’attribuzione degli incarichi di posizione, alla mancata retribuzione relativa alle performance, al funzionamento degli organismi paritetici di rappresentanza.

Fabrizio D’Alba, direttore generale dell’azienda ospedaliera Policlinico Umberto I ha replicato partendo dalla “necessità di mettere insieme università e servizio sanitario nazionale, un sistema molto complesso. Stiamo intraprendendo un percorso di profondo cambiamento. L’attuale modello organizzativo, anche la ripartizione degli incarichi fra medici ospedalieri e universitari, deriva dal protocollo fra Regione e università su cui si fonda l’organizzazione del policlinico, potremo apportare delle correzioni con il nuovo atto aziendale. Per quanto riguarda le performance, sono stato io ad avviare il processo, dopo vent’anni. Infine gli incarichi: sono d’accordo, ma vengono alla fine, prima vanno definiti il sistema delle regionale e l’organizzazione.

In conclusione della seduta Aurigemma ha ribadito che “i momenti di confronto fanno crescere. L’Umberto I è una struttura complessa, anche in questo caso vogliamo svolgere una funzione di supporto”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2022 alle 11:14 sul giornale del 21 luglio 2022 - 113 letture

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